Costruiamo il nostro futuro guardando il passato

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Carissime Sorelle e carissimi Fratelli
Con orgoglio e immensa gratitudine mi appresto insieme a tutti Voi, ad intraprendere questo viaggio alla ricerca dell’Antica Madre, nella continuità e nel consolidamento del grande lavoro svolto dal 2014 da chi mi ha preceduta e che in maniera chiara e determinata ha sottolineato come il Gran Capitolo d’Italia non sia solo un organo amministrativo e quindi distaccato dalla ricerca interiore, ma bensì il cuore e l’anima di un Ordine Iniziatico composto da un insieme armonico di Capitoli. Un centro vitale che volge alla più alta ricerca iniziatica per lo sviluppo spirituale delle Sorelle e dei Fratelli quali parte integrante di una unica” unità intelligente”. Un Ordine iniziatico misto, dove la donna seguendo la sua natura lunare e quindi umida, riflette ed arricchisce la luce solare e quindi maschile e secca, in una perenne complementarietà senza la quale la Terra sarebbe coperta dalle più oscure tenebre. Equilibrio e Armonia dunque dove senza il due, l’uno sarebbe sterile, e senza l’unione non ci sarebbe il tre, simbolo di perfezione. Anticam esquirite matrem è l’imperativo categorico con cui l’oracolo di Apollo, dal ventre della terra impose ad Enea di ritornare alle origini. di ricercare l’età dell’oro.
Il nostro Amato Ordine che trova le sue origini in America a metà dell’800 dal grande Fr:. Rob Morris, riscopre il suo “natural Genius“nella tradizione mediterranea ed affonda le sue radici ancora prima che tra gli egizi, i cretesi, i greci, gli etruschi, i latini e i celti, nelle antiche popolazioni mesopotamiche e in quelle che si affacciavano nel mediterraneo orientale. Tradizione ritornata nel suo alveo d’origine con la costituzione del Gran Capitolo d’Italia dell’Ordine della Stella d’Oriente.
La Stella come Isthar, che con la sua Luce rappresenta il Divino e dove si fondono i due principi universali; Il nostro Centro fiorito, il Pentalfa pitagorico dove la sintesi dei quattro elementi si sublima nella quinta punta, Ester, la stella, la quintessenza, riconducono tutti alla congiunzione delle due realtà apparentemente contrapposte del visibile e dell’invisibile per realizzare l’Universo e l’Unità. Entrare in questo cammino comporta non solo una presa di coscienza razionale ma soprattutto intuizione, coerenza e rigore morale, autorevolezza e discrezione. Bisogna sviluppare un rigoroso senso della ritualità perché ogni lavoro rituale comporta una trasformazione. Quando costruiamo il nostro tempio dentro e fuori di noi siamo un tutt’uno armonico e siamo parte di una grande fratellanza universale.
Insieme a tutti voi vorrei realizzare questo mio sogno: lasciare in cielo le stelle e le stelline e far vibrare l’Ordine della Stella d’Oriente come una unità intelligente, simbolo di equilibrio ed armonia consapevole che la nostra grandezza è data da una ritualità antica e perfezionata nel tempo da Sorelle e Fratelli appartenenti al nostro passato, forse rimasti sconosciuti ma che hanno dato il loro entusiasmo, il loro sangue, le loro energie perché non venga mai spenta le fiamma della Conoscenza.
Insieme, con equilibrio ed armonia, consolideremo il processo di identità del nostro ordine, un Ordine iniziatico e di perfezionamento; lavoreremo insieme ancora di più su noi stessi per sentirci parte di un ordine iniziatico la cui pregnante ritualità, eseguita da adepti di tradizione e culture diverse nasce da una unica originaria matrice; lavoreremo insieme con rigore perché l’efficacia di un Rito è data dalla sua rigorosa esecuzione sia formale che emotiva, dal viverlo con la totalità del proprio essere, con modalità formali esattamente identiche in ogni capitolo, utilizzando le stesse formule e gestualità senza dare spazio a estemporanee innovazioni e modifiche. Impareremo insieme a rispettare realmente gli impegni assunti al momento della nostra iniziazione, impareremo a rispettare il giuramento fatto all’altare sopra il labirinto e sotto la volta stellata, anello di congiunzione tra Keter e Malcut, un giuramento che si fonda sul valore magico della parola. Non parlerò male di nessuna sorella o fratello ne compirò alcun atto di ingiustizia e di scortesia verso di loro e avrò cura la reputazione di tutti membri e questo principio deve essere rispettato con spirito irremovibile. Impareremo insieme a volgere lo sguardo lontano oltre i confini del percettibile, oltre i nostri limiti sensoriali e non ad alzare gli occhi al cielo in attesa di una risposta fideistica. Impareremo insieme carissime Sorelle e Carissimi Fratelli dalle Alpi alla magna Grecia a preservare le nostre labbra dalla maldicenza a dalla calunnia, come ha declamato un attimo fa l‘Ufficiale insediante e io mi impegnerò costantemente a non usare mai in modo arbitrario il maglietto e a temperare la giustizia con la benevolenza.
Ora costruiamo il nostro futuro guardando al passato.
La Worthy Gran Matron
Angela Bistoni

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