La forza è nell’armonia, la speranza nel sogno

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Carissime Sorelle e carissimi Fratelli

mi rivolgo a voi, e soprattutto a quelli di voi che si accingono a ricoprire gli incarichi di responsabilità nei nostri Capitoli per l’anno 2020. Alcuni sono stati o stanno per essere insediati per la prima volta, per altri sarà il rinnovo di un impegno già vissuto, ma per tutti l’esortazione a voler guardare al tempo che abbiamo davanti con responsabilità e con saggezza.
Dobbiamo essere ben consapevoli che il nostro è un giovane Gran Capitolo, seppure di un antico ed amato Ordine, che si regge e vive grazie alla forza ed alla costanza dimostrata da tutti noi, nei nostri capitoli, nel saper affrontare e superare, ognuno a modo suo ed in maniera diversa, le mille difficoltà che l’Ordine stesso ci propone ogni giorno, ad ogni riunione. Ognuno di voi si è trovato e si troverà ad affrontare una tipologia specifica di problematiche, una serie di situazioni alle quali forse non era preparato e per le quali dovrà impegnare la parte migliore di sé.

Le responsabilità sono molte e non sono solo limitate alle cariche apicali di ogni capitolo: come l’armonia ed il successo di una orchestra dipende non solo dalla capacità del direttore, ma dall’esperienza, dalla perizia e dall’impegno di tutti i componenti, così accade per voi, che  sarete gli Ufficiali del vostro capitolo. Così come  per voi, che quest’anno porterete solo la vostra saggezza senza alcuna carica rituale: voi tutti   avete la profonda responsabilità di sviluppare, portare avanti, tramandare quello che nel corso degli anni avete imparato e che costituisce il miglior retaggio per coloro che si apprestano a seguire la via del nostro Ordine.
Dobbiamo lasciare fuori dalle nostre camere capitolari, e dobbiamo farlo realmente, quelle abitudini e quelle attitudini che definiamo “profane” e che purtroppo, quasi senza che ce ne rendiamo conto, si sono sempre insinuate fra di noi ed hanno condizionato e condizionano il pensiero di molti. Ho già ripetuto troppe volte che il cammino iniziatico non si può raccontare, il cammino iniziatico si deve vivere; ed esso non è fatto di cultura, di suggestioni metafisiche, di ambizioni irrituali; tutto ciò può appartenere a noi, può essere parte del nostro modo di essere nella vita, ma deve essere decisamente accompagnato, quando lavoriamo per il nostro Ordine, da quell’altruismo, generosità e saggezza che possono fare la differenza, portando le nostre azioni, i nostri pensieri a quel livello sottile dove la realtà ed il sogno si mescolano intimamente per generare l’ideale. Non dovete smettere di sognare, carissime Sorelle e carissimi Fratelli, ma non dovete neppure smettere di portare, giorno dopo giorno, un piccolo contributo di tolleranza, di saggezza a tutti noi ed a voi stessi. Nessuno è senza peccato: così è detto e così è vero, ma ognuno può impegnare sé stesso per migliorare, rendere più armonica la propria partecipazione, deporre gli inutili capricci e le altrettanto inutili e piccole astiosità che non fanno altro che amareggiare gli animi degli altri, ma soprattutto di noi stessi. 

Dobbiamo continuare a sognare e con il sogno la serenità potrà scendere nei nostri cuori, la serenità e la pace dell’anima consentiranno a quelle scintille vitali di luce che nonostante tutto ci vengono certamente offerte ogni giorno, di prevalere sulle tenebre e sulla melanconia riportando in noi lo splendore della luce Isiaca o Osiridea e con essa la capacità di operare per la Grande Opera, di tornare ad essere dei Maghi. Non intendo assolutamente entrare nell’autonomia di ciascun capitolo con quanto ho detto e dirò, tuttavia credo che tutti dobbiamo sapere ed essere ben coscienti di appartenere ad un Ordine nel quale devono poter convivere e svilupparsi le più diverse scuole di pensiero, i più diversi sentimenti etici e finanche religiosi. Quanto abbiamo vissuto in questi anni ci ha reso evidente che il cammino in questa direzione è ancora molto lungo per tutti noi; dobbiamo lavorare  incessantemente per poter caratterizzare il nostro Gran Capitolo con quelle peculiarità che ci distinguono, senza tuttavia rinunciare a quelle modalità rituali che ci uniscono e che rendono universale quello che facciamo nei nostri capitoli. Le nostre azioni, la forma che esse adottano è universale, quello che pensiamo è quanto mai individuale e specifico ed il programma di un capitolo può essere agli antipodi rispetto a quello di un altro o persino dello stesso capitolo con un’altra conduzione. In nessun caso l’Ordine cessa di essere quell’organismo unico, unificante e generale che conosciamo e desideriamo sia sempre più forte e caratterizzato.
Ad ognuno di voi vadano i miei migliori auguri per una saggia e serena attività, insieme alla raccomandazione che si sappia operare affinché l’armonia sia sempre più l’elemento dominante nella vostra attività. Tutto ciò è facile da dire, ma estremamente difficile da mettere in pratica, eppure sicuramente quelli di voi che sono in possesso dell’Arte Reale troveranno la forza per oltrepassare i propri limiti, umani ma ristretti, per abbracciare quella capacità di percepire il senso dell’universale che dà la sola via, forse, per conseguire quel progresso dell’umanità e nostro di cui tanto spesso parliamo, ma altrettanto spesso ci dimentichiamo, sopraffatti da quell’irriducibile egoismo che alberga da sempre nell’animo umano.
Buon lavoro a voi, Ufficiali che dovete insediarvi o che siete stati appena insediati; buon lavoro a voi ed a tutte le Sorelle ed i Fratelli dei capitoli e che il mio sogno possa essere anche il vostro, che ognuno di voi possa continuare a credere nell’ideale e non si lasci travolgere dalla materialità del quotidiano e dalle caduche passioni e vanità umane.

Angela Bistoni

Worthy Grand Matron del Gran Capitolo d’Italia

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