Il Pensiero libero

Sei pronto a ricercare in te stesso?

Sei pronto a metterti in discussione?

La libertà di pensiero, o ancora meglio, il Pensiero Libero rappresenta il cardine per la ricerca della Conoscenza, ricerca che non deve subire il condizionamento né delle infrastrutture e degli apparati Sociali e Politici e tantomeno del dogmatismo scientifico. A tutti noi appaiono evidenti i limiti della Scolastica eppure oggi adottiamo spesso una mentalità analoga, anche se applichiamo quelli che riteniamo siano i canoni ed i metodi della scienza moderna. Ma il Pensiero Libero deve andare oltre tali limiti, deve allontanarsi dal conformismo e, superate così le Colonne di Ercole, come Ulisse deve "con i remi fare ala al folle volo, sempre acquistando dal lato mancino", verso inesplorati orizzonti. E nel Pensiero Libero, le figure femminili appaiono quasi di secondo piano, mentre nella realtà sono protagoniste e condizionano gli eventi ed il processo stesso della Conoscenza perseguita dall’Umanità. La semplice citazione del mito di Ulisse, rievoca la figura di Penelope, che rappresenta religiosamente quasi la conoscenza Parmenidea, solida ed immutabile, e sfiora anche la sapienza magica, tanto forte da riuscire a trattenere e contenere le spinte razionali sottraendo “più di un anno” alla sete di sapere razionale dell’uomo.  La figura femminile é da sempre depositaria dell’arte, della religione, della magia: la Pizia Delfica, fa da coronamento indispensabile alle avventure mitologiche di tutti gli eroi, ed è l’interprete originale di Apollo, della Deità che comunica agli uomini attraverso i suoi responsi, che scioglie dubbi ed incertezze, che dà o toglie speranza e fiducia a poveri ed a imperatori. E nella maschilista società greca questo ruolo preminente è pagato quasi con un contrappasso dalla Sacerdotessa con la purezza, con una privazione che impedendo il completamento personale rende la stessa un essere quasi astratto, alla pari degli dei e delle deità che affollano la mitologia greca. Stesso prezzo paga il Pensiero Libero della Sibilla Cumana, per i suoi responsi e per essere il tramite indispensabile, ancora una volta, dei messaggi del Dio Apollo agli uomini, agli eroi ed ai potenti. E’ particolare poi la figura di Circe, la maga, ambigua interprete delle forze naturali, figlia del Giorno e della Notte, capace di ammaliare gli uomini facendoli perdere ed evidenziando in essi la natura animale, trasformandoli e facendo manifesta la parte più lontana dalla razionalità e dalla umanità stessa. Ma la stessa Circe rappresenta un’interprete di forze divine, ancorchè negative ed ancora una volta una figura femminile assurge ad un ruolo indispensabile per il processo conoscitivo, anche se del lato oscuro dell’animo umano. La donna maga è sedotta, ma solo con un artificio divino, e ricondotta alla funzione sociale preminente nella cultura greca: creare una progenie che porterà nuova conoscenza e nuova civiltà. E che dire delle Sirene, figure femminili della mitologia degli Argonauti e di Teseo, che ancora una volta rappresentano, seppure in maniera ostile, la divinità, con esaltazione dell’insidia che il potere divino può celare e che può distruggere l’uomo. Nessuna speranza con la loro presenza, nessuna possibilità di resistere al loro messaggio trascendente: solo bloccando ogni possibile volontà Odisseo ascolta e prosegue il suo viaggio, al di là della conoscenza umana, al di là della seduzione del lato lunare del divino. Ed il viaggio si conclude accanto a Penelope, custode del Pensiero Libero, che attende Ulisse per venti anni, ricorrendo alle arti femminili per ingannare e tenere a bada per ben quattro anni i pretendenti che desideravano attraverso lei il potere su Itaca: ancora ed ancora è il femminile, il lunare, che è depositario della deità, che, oltre a trasmettere la vita è in grado di far ereditare titoli e troni: la linea degli dei, la linea divina si nutre della forza solare degli eroi ma si trasmette e parla attraverso il chiarore lunare delle sacerdotesse, della Pizia e persino delle Sirene.

Se consideriamo il progredire storico della conoscenza ci accorgiamo come il mito e la religione preludano e facciano da supporto per essa; la catechesi delle religioni genera, nel tempo, il desiderio della non omologazione, con conseguente ricerca eretica della verità al di fuori dei canoni consentiti, al di là delle colonne di Ercole. Ogni uomo percorre il suo viaggio simbolico e prima o poi si trova davanti alle colonne di Ercole ed in questo viaggio è accompagnato dalla Forza, dalla Saggezza e dalla Bellezza, che come potenti aruspici gli consentono di avanzare progredendo e superando le difficoltà del mondo profano. Ed anche chi, percorrendo solitario la strada della magia naturale rinnegando l’obiettivo di unione fra le opposte polarità, viaggiando così su un sentiero parallelo ma incomunicabile con quello dei Magi, diviene egualmente elemento di trasmissione ed attuazione di un disegno di equilibrio naturale, di sviluppo del Pensiero Libero,  anche se la strada è percorsa senza trovare il riscontro complementare. La conoscenza naturale passa attraverso la via lunare con maggior facilità e semplicità che non attraverso la strada solare: la capacità di intuire la realtà, di trasmettere la vita e di sentirne le impalpabili vibrazioni danno alla strada lunare un vantaggio incolmabile in questo campo. La stessa scienza dei Magi usa spesso per poter operare un tramite lunare, un elemento femminile che può agire da tramite e da catalizzatore per la realizzazione dell’opera dell’arte reale.

In tutti i suoi ruoli di relazione ed in tutte le modalità di trasmissione del principio sacro religioso o naturale panteistico la donna rivela la sua grande capacità di affiancare ed a volte di precedere il cammino dell’uomo sulla strada della Conoscenza. Spesso le battaglie non combattute, le intuizioni premonitrici e la sensibilità consentono addirittura a chi percorre la strada lunare di evitare gli errori e di sopportare le inevitabili sofferenze che spesso accompagnano il processo conoscitivo. Gli uomini possono studiare la natura, trarne le leggi e prevederne il comportamento ma non saranno mai in grado di capirla come coloro che vivono nella natura, respirandone e ricambiandone il principio vitale ed intuendo il grande disegno che la  Natura stessa ha insito in sé. Ed il principio finale del Pensiero Libero, che sovrasta e supera l’attrazione fra gli opposti é l’Amore stesso: la perfetta corrispondenza fra gli amorosi sensi non è e non può essere un frutto della stanchezza e dell’età ma deve rappresentare la perfetta armonia fra il cammino solare e quello lunare che si intrecciano senza incrociarsi e che progrediscono senza avanzare. La conoscenza del Saggio, padrone del Caduceo di Ermete Trismegisto, può condurci fuori del labirinto della nostra esistenza solo se sapremo coniugare quanto troviamo lungo il nostro cammino con temperanza e giustizia, lasciando che il nostro Pensiero trascenda il contingente in un afflato di conoscenza universale.

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