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Una pausa ed una ripresa alla ricerca dell’etica perduta.

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Una pausa ed una ripresa alla ricerca dell’etica perduta.

Carissime Sorelle e Carissimi Fratelli

Sono già stati consumati fiumi di inchiostro per commentare e stigmatizzare quanto è recentemente accaduto in Spagna e quanto in generale sta accadendo nel nostro mondo: tutti, chi più e chi meno, hanno evidenziato il fatto che siamo in guerra e che la barbarie che siamo costretti a sopportare è un elemento di questo conflitto che comunque non andrà a ledere i nostri principi di democrazia e di libertà.

I messaggi e gli stessi attentati cadono tuttavia su una coscienza collettiva quasi anestetizzata, che ha perso o forse non ha mai avuto il senso reale dell’orrore, della morte e che rimane abbagliata ed affascinata proprio dagli elementi più deteriori e meno ideali di questa nostra società: le notizie vengono accolte, diffuse, risuonano nei mezzi di informazione e vanno ad intasare le nostre comunicazioni sociali eppure non sfiorano la profondità della coscienza, non risvegliano nulla di eroico, forse perché per altra via, con altri obiettivi le nostre risorse mantengono la loro disponibilità e mobilizzazione. Una parte del mondo, ed è la più consistente, affronta ancora i problemi essenziali del vivere, lotta per i fabbisogni fondamentali, per quel minimo vitale che un progresso sempre più esteso va comunque diffondendo; noi no, noi abbiamo la Civiltà, noi possediamo la Libertà, siamo i tutori ed i tedofori della sacra luce della conoscenza e del sapere: o almeno così crediamo, e forse così è stato, tanto, troppo tempo fa. E come la schiuma delle onde di un mare sempre più agitato dalla tempesta di tanto in tanto raggiunge anche la parte più sicura della scogliera così, dall’umanità sempre più agitata e sofferente giungono a noi, di tanto in tanto, dei segnali e degli ammonimenti: ma ciechi e sordi siamo e tali rimaniamo, chiusi nella nostra illusione di forza e sicurezza, nella nostra monade sociale, anzi, fatto ancora più grave, abbiamo dimenticato come tramandare i nostri valori alle nuove generazioni, abbiamo reso i giovani fragili ed impreparati di fronte a quelle che sono le ordinarie prove della vita ed incapaci di fronte alle straordinarie.

Il nostro Ordine ha, fra i propri scopi, anche quello di salvaguardare e difendere i valori dell’Umanità, di fare in modo che con l’esempio e l’abnegazione, l’Amore sia l’elemento fondamentale dei rapporti sociali, con le sue manifestazioni esteriori della solidarietà e del progresso sociale. Il nostro Ordine è il custode dei valori antichi del Divino, rifugge da coloro che predicano la morte in questa terra in funzione di un mondo migliore, non appoggia chi predica il sacrificio e le privazioni in questa vita per avere un premio nell’altra. La Vita, lo Spirito Universale è uno ed in questo mondo deve e vuole realizzare il bene dell’umanità: cominciamo da noi stesse, dai nostri rapporti, guardiamo al di là dei simboli esteriori del potere e dell’autorità che nulla rappresentano al di fuori della caducità del ciclo umano. Abbiamo dei doveri, dei doveri seri e pesanti, verso noi stessi, nei confronti delle nostre Sorelle e Fratelli e verso l’Umanità tutta: deponiamo ogni forma di astiosità, di invidia, di vendetta e di mal disposizione che offuscando il nostro orizzonte ci impedisce di vedere quanto vicina e quanto grave sia la crisi che attanaglia l’umanità e che non trova neppure presso di noi il solido ed usuale baluardo in grado di riportare l’equilibrio ed incanalare le forze nella giusta direzione. Siamo noi che con la pazienza della saggezza e dell’esperienza, dobbiamo preoccuparci di riportare presso i nostri fratelli tutti quella serenità d’animo che sola può consentire di superare e lasciarsi alle spalle gli ostacoli e le difficoltà.

Il nostro messaggio e le nostre opere devono purtroppo ricordare a tutti la immanenza e la forza del male che continua ad operare accanto a noi, spesso dentro di noi, senza suscitare quella reazione di difesa e condanna che in altre occasioni, in altri tempi abbiamo saputo ben generare. In ognuno di noi si agita il demone del male insieme con l’armonica perfezione del bene e solo la coscienza di questo dualismo ci può consentire di affrontare, insieme, l’eterna battaglia per il progresso dell’umanità. Ognuno di noi ha dentro di se una speciale capacità, che deve saper aprire alle Sorelle ed ai Fratelli che solo grazie alla forza corale di quelli che possiedono tali virtù possono cambiare le cose, preparare il futuro, riportare la Speranza, guidare verso il cammino della Luce non solo il nostro Ordine ma la nostra Civiltà ed il mondo intero.Non dubitate, non crediate che queste siano soltanto vuote parole: percorrete il cammino dell’uomo nel passato e scoprite come delle figure, a volte semplici, modeste e dimesse, hanno saputo portare il messaggio che, risvegliando le coscienze, ha fatto uscire l’uomo dall’oscurità nella quale si stava perdendo. 

Sorelle e Fratelli, non so quanti di voi sentono dentro di sé la forza ed hanno il coraggio di usarla per affrontare e cambiare questo mondo, a partire da noi stessi, dai nostri rapporti più immediati, perché il mondo è ciò che siamo e ciò che siamo è il mondo e la capacità di trovare quel quid, quell’elemento esoterico che possa essere il seme del giusto messaggio per ridare speranza ai nostri giovani, per infondere quel coraggio che è necessario per vivere e per affrontare da protagonisti le prove della vita. Non esiste una formula o una indicazione chiara, ognuno nel suo cuore deve trovare quelle scintille di comprensione che permettono di ricostruire quanto è stato dimenticato e perduto, di riannodare le tante corde spezzate, riparando le smagliature che solo con l’Antico Sapere possono essere cancellate ridando vigore a ciò che proviene dal Sacro.

Le forze al servizio del male sanno trovare e guidare i loro martiri e noi non possiamo essere da meno: all’esercito della morte dobbiamo contrapporre una azione attiva ed archetipa, che ricostruisca le basi del Sapere e della Conoscenza positiva in tutti, specialmente nei giovani, allontanando dalle loro menti e dai loro desideri quella pletora di inutilità che per troppi anni abbiamo indicato loro come obbiettivi e simboli di successo sociale nella nostra progredita società. Una riflessione positiva ed attiva, che deve cogliere il meglio di ciascuno di noi per portarlo fuori, nel nostro Ordine e nella nostra Società: ognuno nel suo cuore sa cosa può dare e fare, ognuno sa che non esistono altri obblighi se non quello della propria coscienza, ma ognuno, con le proprie convinzioni, le proprie credenze e la propria fede deve agire, deve comprendere che il tempo del pensiero isolato in sé è terminato ed è scoccata l’ora dell’azione. In questa azione la profonda sensibilità ed empatia del femminile può e deve essere l’elemento motore, dominante, affinché i nostri Fratelli sentano di poter contare sui valori di base, sulla tradizione e sulla forza del Sacro, custodito e rinvigorito da chi, fin dalla notte dei tempi, si è preoccupata di proteggere, alimentare e rinvigorire il fuoco sacro della Vita e della sua Divinità.

Carissime Sorelle e Fratelli, distogliete le vostre energie, i vostri obbiettivi e desideri dalle ambizioni, guardate con spirito di emulazione ciò che di buono è stato fatto, prima di noi e di voi, da chi ancora oggi ricordiamo, mentre dispersi nel vento sono i nomi e le opere di chi ha anteposto il sé all’interesse dell’Umanità. Difficile ed arduo è il cammino che pure vorrei indicarvi e, soprattutto è una strada che solo ciascuno di voi può singolarmente individuare e scegliere ma credo fermamente che oggi sia l’unico modo che può dare un po’ più di speranza a questa nostra Società ferita eppure ancora lontana ed incurante delle vere relazioni e dei valori profondi da conservare e tramandare. Operate affinché, quando il tempo vi consentirà di guardare con serenità e distacco a quello che è stato, al vostro passato, nel vostro cuore non debba sorgere il rimpianto, o peggio il rimorso di non aver fatto quel poco che ciascuno di noi può fare oggi per rinvigorire e fare rinascere i valori nei quali crediamo.

Una serena ripresa dei lavori a tutti.

La Worthy Gran Matron
Rosy Guastafierro

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