Prolusione della Worthy Gran Matron Gianna Baldari

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Carissime Sorelle e Fratelli,

Con la stessa intensa emozione di quando fui guidata per la prima volta nel Capitolo, condotta da una amorevole e rassicurante figura femminile, oggi come allora mi ritrovo a rivivere uno dei momenti più importanti della mia vita.

Quel primo viaggio aveva ridestato in me antiche sensazioni. Sensazioni che mi avevano accompagnata sin da bambina, generate dal mito della bellissima fanciulla e dell’eroico Teseo che, dopo aver affrontato il labirinto ed ucciso il minotauro, riesce a ritrovare l’armonia grazie all’arguzia ed al legame con Arianna.

Col tempo ho rivalutato la mia semplice ed innocente interpretazione del mito trasformandolo in un viaggio introspettivo che mi vedeva protagonista. Così come Arianna, ho cercato e sperato con tutto il mio cuore di aiutare chi si sentiva smarrito; come Teseo, mi sono trovata a dover affrontare la parte più oscura e nascosta del mio essere, combattendo con quei sentimenti contrapposti derivanti dai dubbi interiori che assillano l‘esistenza umana e malgrado tutto ad imparare a convivere con loro. Ho ammirato Dedalo, tanto da desiderare di abbandonare l’ombra del dubbio per seguire quello che sarebbe stato il viaggio verso la vera luce, quella della vita spirituale.

Ho silenziosamente sofferto per coloro che come Icaro erano attratti dalla purezza della luce, ma che appesantiti dalla vacuità delle cose materiali, perdevano le loro fragili ali difronte alla potenza solare. Per cui salda deve essere l ‘umiltà, onde evitare di emulare l’ambizione che Icaro aveva unito alla superbia e che lo hanno portato a precipitare nell’ oblio.

Il tempo mi ha insegnato a vivere l’essenza del labirinto in maniera sempre più approfondita, affrontando a mia volta quel viaggio, lasciandomi guidare dalla Stella d’Oriente.

Quella stessa Stella che i Magi avevano seguito per giungere al Verbo, all’Essere.

Ho compreso che è il viaggio l’elemento archetipo che ci fa raggiungere il centro dell’Universo.

È il viaggio che ci consente, attraverso pesanti difficoltà, di toccare il più cupo dei dolori prima di rinascere alla Luce e ritrovare quanto di più divino esista nella natura umana.

Quella emanazione primordiale che ci fa percepire l’Amore le cui scintille non potranno mai spegnersi e che ho ritrovato negli insegnamenti delle nostre eroine.

Sono proprio quegli insegnamenti che mi hanno portata ad apprezzare il processo iniziatico, attraverso il silenzio interiore….la concentrazione…trascendendo il qui ed ora…nella speranza di perseguire la Conoscenza e cercando l’assoluto fra le imperfezioni del nostro essere imperfetti.

Non è quindi un caso che sia il viaggio nel Labirinto ad ispirare il programma dei miei lavori, poiché desidero che si possa conseguire quella elevazione spirituale che, pur passando attraverso le tenebre, seppur da esse rifuggendo, ci possa condurre verso la Luce.

Nell’ antichità il labirinto simboleggiava il caos primordiale e lo sforzo per imporgli un ordine.

La sua rappresentazione grafica, riporta alla mente l’immagine di un serpente arrotolato su sé stesso, l‘Ouroboros. Oppure ci impressiona la similitudine con i meandri del cervello.  Ma soprattutto e non a caso ne riscopriamo l’analogia con la Rosa, ripresa volutamente nei rosoni delle cattedrali per il suo significato intrinseco e che ritroviamo come simbolo nel nostro amato percorso.

Al di là delle varie rappresentazioni e del significato che poteva avere il labirinto nella cultura greca con il mito del Minotauro, l’assunzione di questo simbolo risulta evidente come emblema del cammino nella vita. Vita che ognuno di noi deve percorrere per giungere ad un centro: alla verità di sé stessi. Questo cammino non è per niente scontato, né facile. È un cammino che progressivamente purifica chi lo percorre ponendo davanti difficoltà, ostacoli, che apparentemente sembrano negare la bellezza della vita e che la rendono dura e senza speranza. Eppure, in questo cammino, diverso per ogni persona, ognuno trova il senso dell’esistenza. L’accesso al labirinto è unico, così come tutti nasciamo nello stesso modo; ciò che cambia per ognuno sono le condizioni, i tempi e le situazioni in cui veniamo messi al mondo. Sta a noi trasformare un possibile vagabondaggio in un pellegrinaggio, cercando di dare un senso alle situazioni che apparentemente sembrano negare la vita.

Arrivare al centro, però, non è la méta finale, ma simbolicamente è arrivare al cuore delle cose e di noi stessi, per poter ricevere quell’energia necessaria per poter proseguire nel cammino della vita e trovare la strada per riuscire.

Ed è il Labirinto il luogo virtuale nel quale noi tutti dovremo addentrarci portando con noi il fragile legame della Speranza per poter trovare la strada del ritorno, peregrinando da Oriente ad Occidente, da Meridione a Settentrione nel desiderio di raggiungere la nostra meta, trovando dentro noi stessi la  forza e la fede che ci condurranno verso il fuoco della Speranza-quel filo di Arianna -che ci consentirà di “ uscire a “..riveder le stelle”.

Sarà il filo di Arianna che ci trarrà in salvo, rappresentato dalla forza, dal discernimento e soprattutto dalla saggezza che ci porterà a convogliare gli stessi sentimenti, perché quando non sono controllati, prendono strade impreviste, spesso senza vie d’ uscita. Molte volte ci troviamo imprigionati in schemi mentali che ci impediscono di affrontare lucidamente i problemi. Ed ecco che all’ uomo comune e privo di fede ogni ostacolo appare insormontabile ed è per questo che occorre elevare i nostri pensieri, aggrappandosi a quel “filo d’ Arianna” che rappresenta l’aiuto divino, la provvidenza ma anche la figurazione di quelle uniche virtù capaci di difenderci dai trabocchetti tesi dal nemico per vincere e riuscire nell’ impresa.

Arianna è colei che tiene e concede il filo, simbolo di rinnovamento e rinascita, perché come dea, è lei l ‘ unica creatrice del filo della sapienza.

Ed è proprio La Sapienza di questo filo che riconosce in Arianna, la dea, perché il gomitolo rosso che consegna a Teseo, non é un qualunque pezzo di spago inerte, ma uno strumento con proprietà magiche e sapienziali tipicamente divine e di conoscenza femminile.

Come Arianna, dea di ombra e di luce, noi siamo Luce nel nostro lato migliore e ombre in tutto ciò che ci è difficile accettare in noi…ma questa dualità è mera illusione perché è nella fusione degli opposti che abbiamo l’intero.

Quel filo di Arianna che mantiene uniti in un’unica emanazione, oscurità e luce che anche se apparentemente diversi, sono solo due aspetti della stessa realtà.

Noi tutti iniziamo con il “nosce te ipsum” e più ci addentriamo nel dedalo della nostra anima sapendo di dover affrontare i nostri fantasmi, più ci avviciniamo alla Conoscenza, alla quale ci lega il suo sottile filo.

Ed il filo che ci accomuna in questo viaggio è proprio il desiderio di conoscere e perfezionarci. Il percorso del labirinto miceneo e più ancora il mito di Arianna e Teseo ci indicano simbolicamente una strada che, con sofferenza, pericolo e fatica possiamo seguire per scoprirci domani, forse, un po’ migliori. L’arcano è per entrambe le nature, femminile e maschile; ognuno di noi potrà impegnarsi affinché gli insegnamenti del mito ed il percorso spirituale evolutivo portino alla consapevolezza della trasformazione nella rinascita della luce ed alla immortalità dell’ideale.

Sarà la fede unita all’ umiltà che ci impedirà di ripetere l’errore di Icaro le cui ali lo hanno sì portato ad alzarsi, ma le cui poche salde virtù condite di superbia, lo hanno condannato a nuova precipitazione.

Ancor prima che si possa tornare a …” riveder le stelle” … laggiù, lungo quegli infiniti meandri, l’uomo dovrà affrontare la “bestia “con la quale dovrà prima confrontarsi per poi sconfiggerlo.

E il Minotauro altri non è se non l’ostacolo, la rappresentazione del male da piegare per percorrere una strada nuova e giusta ed Arianna, la conduttrice, altri non è che una immagine materna e tranquillizzante che protegge l’uomo nella sua discesa nell’ oscurità e lo conduce tramite il filo, sano e salvo verso l’uscita.

Le difficoltà del labirinto rappresentano le prove iniziatiche che abbiamo affrontato e che continueremo ad affrontare nel percorso che abbiamo scelto per raggiungere iI centro del nostro viaggio e l’unico luogo dove il sacro si manifesta in maniera totale.

Un percorso che ci vedrà uniti e che sarà impregnato di giustizia e misericordia. -Perché dov’ è giustizia ci sarà misericordia e dov’ è misericordia ci sarà giustizia, perché l‘ uno senza l’altro non si trova. – (cit. Papa Francesco in una delle sue omelie).

Sorelle e Fratelli miei, dopo il lungo e  triste periodo che profondamente ci ha provati… lontani dai nostri Templi …dai nostri lavori…nonostante il dolore per il lutto che ha attraversato la nostra amata Patria per la pandemia che ha colpito il mondo, i problemi che si sono sovrapposti, i nostri cuori hanno dato testimonianza dell’ unico eroico e vero atto d’ amore che regna in tutti noi, ci siamo  “abbracciati l ‘ un l ‘ altro “, seppur virtualmente, sorreggendoci a vicenda con fermezza e devozione così come richiesto nel nostro amato Ordine. Questo mi fa ben sperare che proprio il sentimento d’ amore che ci ha dato la forza di resistere al buio ed al più profondo dei dolori, sia e rimanga il pilastro portante del nostro Tempio.

Che il timore non ci impedisca di affrontare il difficile cammino e le fatali prove che dovremo superare e che operando per il bene dell’umanità, si possa conseguire la serenità che solo la saggezza può donare. A tutti Voi offro il mio sottile filo, fatto dell’impalpabile materia che forse costituisce i sogni.

Gianna.

Roma 27 settembre 2020

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