Rosy WGM

Tanto fastidioso è il pensiero libero, tanto terribile la forza della verità e dell’Amore

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Carissime Sorelle e Carissimi Fratelli
È bastato un solo battito di ciglia ed anche questo anno, la cui celebrazione appare così vicina nella nostra memoria, ha terminato le sue giornate e ci conduce in un nuovo ciclo cosmico e temporale. Tutto cambia senza che la percezione del cambiamento sia così rilevante da farci rendere conto di quello che passa, di ciò che guadagniamo e di ciò che abbandoniamo lungo il nostro cammino.
Forse mai come nel prossimo futuro ci sarà bisogno di unione, di forza, di solidarietà e di Amore, per ciascuno di noi e per tutti. Il clamore di quello che rimane della società civile, che ha ormai del tutto smarrito i valori e rimane sorda ai richiami delle menti illuminate e lungimiranti, ha colpito, colpisce e colpirà la nostra comunità con violenza verbale già sperimentata tante altre volte nel passato: violenza verbale che non dobbiamo temere ma che dobbiamo saper contrastare rimanendo vicini a coloro che da tale attacco sono ingiustamente danneggiati. La nostra istituzione non conta i giorni ed i mesi, ma i secoli ed il Tempo e sa trovare nel perenne ciclo della natura quella forza dalla quale attingere per le necessità di tutti i giorni, anche quando la sorte ci mette alla prova, anche quando la notte appare più buia. È già accaduto tante volte ed ancora accadrà: gli ideali si sposano assai male con il consenso, il lavoro per il futuro dell’uomo non produce né ricchezza né benevolenza in coloro che si arrogano sempre e comunque il diritto di saper meglio fare, meglio dire, meglio agire. Forte deve essere la nostra coesione e la chiarezza nei nostri ideali, altrettanto forte deve essere il reciproco amore: ancora una volta vi esorto ad abbandonare ogni divisione, a deporre quei sentimenti di ambizione profana che tendono a far risaltare le doti dell’uno denigrando e cancellando i meriti degli altri. È difficile dimenticare ed isolare quei sentimenti profani che fanno prevalere l’io assoluto sull’io cosciente di appartenere ad un tutto, ma solo riuscendo a compiere tale lavoro, ognuno su sé stesso, la forza e la compattezza del nostro Ordine sarà tale che nulla di quello che sta accadendo e nulla di ciò che potrà accadere scalfirà la nostra forza e la nostra determinazione. Noi non scompariremo, noi ci saremo a ricordare a ciascuno che questa vita, questo mondo e questa società non appartengono a nessuno in particolare e chi ha il complesso compito di reggere le sorti di un popolo o più semplicemente di una comunità deve saper spogliare le sue azioni da ogni interesse personale e particolare, guardando unicamente il bene dell’umanità.
Tanto fastidioso è il pensiero libero, tanto terribile la forza della verità e dell’Amore che molti neppure la comprendono e, come tutte le cose che non si capiscono, la temono fino a volerla distruggere. È già accaduto nel passato ed ancora accadrà, ma coloro che hanno lottato per gli ideali sono ancora vivi nella memoria mentre le nebbie del tempo hanno cancellato ogni ricordo di chi l’ideale l’ha perseguitato cercando di cancellarlo.
Ma restiamo fermi agli eventi ed alla realtà che ci circonda: il clamore è molto forte, ma si va perdendo nel vento senza lasciare alcuna traccia; ci troveremo a vivere, giorno dopo giorno, la nostra attività di lavoro eseguita secondo i nostri principi e svolta per il bene dell’Ordine, dell’Umanità e dell’Ente supremo nel quale ognuno di noi crede. La traccia di quello che faremo rimarrà, così come è rimasta quella di ciò che abbiamo fatto, piccolo contributo per un lungo e difficile cammino di perfezionamento.
Auguro a tutti voi  un prospero nuovo anno e gli auspici di serenità nell’Amore.
La Worthy Gran Matron
Rosy Guastafierro

Sol Invictus

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L’eterno succedersi del ciclo delle stagioni ci ha nuovamente portato nel periodo dell’anno in cui il sole, sempre più basso sull’orizzonte prepara la lunga notte del solstizio d’inverno, risvegliando nel cuore degli uomini l’atavica ed inconscia paura delle tenebre. Tutta la natura sembra voler mostrare i segni di una fine imminente, gli stessi animali riducono la loro attività e l’uomo, quasi intimidito, cerca di rischiarare in ogni modo le tenebre immanenti eppure, quasi obbedendo ad un timore ancestrale, si raccoglie in sé stesso rievocando il passato e facendone la base per auspici per il futuro.
Ed è proprio in questo tempo magico che la silenziosa e cristallina notte, regno lunare del Femminile Sacro, ci porta a fare i bilanci del tempo che è passato ed a guardare verso il futuro con la certezza e la speranza di vedere compiuto tutto quello a cui ci siamo dedicati e per il quale abbiamo lavorato.
Un anno intenso si sta chiudendo, un anno pieno di eventi e di risultati, che sono stati graditi ed apprezzati da molti, anche se non da tutti. La vicinanza ed il conforto dell’appartenenza alla grande famiglia massonica sono stati confermati finalmente da un’intesa che ha definito, anche per i più scettici, quelle che sono le linee guida che vanno ad inspirare i rapporti fra il Grande Oriente d’Italia e l’Ordine della Stella d’Oriente: tale documento, al di là di ogni personalismo, appartiene all’O.S.O. Anche con gli altri principali corpi Rituali il cammino di avvicinamento e contiguità nella diversità è stato forte e sensibile. Possiamo affermare che, con tante sofferenze ed alcuni immancabili dissapori, tutta la famiglia Massonica è fraternamente unita e noi lo siamo ad essa in maniera sempre più chiara ed evidente. Anche nel nostro interno la crescita ha portato i suoi benefici effetti, dalla costituzione alla rinascita di Capitoli che gli eventi avevano costretto alla sospensione dei lavori. Una crescita che dovrà essere trasformata anche in sviluppo qualitativo, affinché si possano realizzare nel nostro interno quegli ideali di Amore per i quali spesso giuriamo ma altrettanto spesso dimentichiamo, presi dalla smania di successo, affermazione personale e prevaricazione o accecate da sentimenti che dovrebbero essere lontani dalla sacralità dei nostri Capitoli.
Tanto è stato il lavoro anche a livello culturale: abbiamo spesso affiancato i Fratelli del GOI o dei Riti in conferenze, come relatrici e partecipanti attive, apportando sempre un contributo che è stato apprezzato ed a volte ammirato.

Con i Fratelli abbiamo agito anche nel sociale, con i mezzi a nostra disposizione ma certamente non in modo irrilevante ed il buon nome dell’Ordine della Stella d’Oriente ne ha beneficiato e ne beneficerà anche in futuro. Il futuro, una strada ancora misteriosa ed indefinita, che vorremmo tuttavia poter percorrere insieme verso delle mete ben definite e condivise, nello spirito di Armonia e Saggezza che voglio credere stiano crescendo di pari passo alla consapevolezza di appartenenza all’Ordine della Stella d’Oriente. Abbiamo cercato di portare nell’OSO anche lo spirito e la tradizione millenaria dell’esoterismo mediterraneo, pur ribadendo che siamo ben coscienti che non può e non deve essere una strada privilegiata, ma il fatto di averlo riportato apertamente alla dignità dei lavori è certamente un punto di forza per un futuro pieno di tolleranza.

E’ a tutte le Sorelle ed i Fratelli che mi rivolgo, proprio in nome di una tolleranza che troppo spesso dobbiamo ancora imparare a praticare. L’Ordine della Stella d’Oriente ha bisogno ancora di crescere, così come sta crescendo la massoneria, ma in questa crescita non può e non deve dimenticare quali sono i suoi impegni formali e sostanziali verso l’Ente Supremo e verso l’Uomo: che le divisioni, i contrasti, le invidie decadano e si estinguano e che ognuno di noi rifletta, profondamente e sinceramente, sulle motivazioni che l’hanno portato a scegliere ed accettare di far parte di un Rito che non persegue il potere, non si cura del prestigio profano né si propone di predominare sugli altri, ma vuole semplicemente consentire ad ognuno, come parte indivisibile dell’Uno, di lavorare su se stesso, “per il proprio e l’altrui miglioramento, per il bene dell’umanità ed alla gloria del Grande Architetto dell’Universo”.
Rosy Guastafierro
WGM OSO

OSO accanto alle giovani atlete della palla a spicchi

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Un altro piccolo gesto a favore dei giovani e dello sport si è compiuto sabato 16 dicembre:  la consegna alla squadra di basket femminile “Sorriso Azzurro” di Cercola (Na), di un defibrillatore, ormai elemento obbligatorio disponibile nella pratica sportiva, donato dal Gran Capitolo d’Italia – Ordine della Stella d’Oriente e consegnato dalla Worthy Gran Matron Rosy Guastafierro e dalla GU Laura Franceschetti nelle mani del Capitano della squadra di serie B Laura Gemini.
Con l’augurio che non debba mai essere necessario e l’auspicio che l’attività sportiva sappia fortificare nella disciplina gli animi dei giovani.

Perugia: convegno pubblico organizzato dalla R:.L:. Guglielmo Miliocchi num. 1020 presso il teatro F.Bicini per commemorare Vittor Ugo Bistoni.

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La R:.L:. Guglielmo Miliocchi n. 1020 all’Oriente di Perugia organizza per venerdì 01 dicembre alle ore 17.00 presso il Teatro F.Bicini, Via del Cortone 35, Perugia, una conferenza pubblica sull’eredità culturale, politica ed iniziatica del Fr:. Vittor Ugo Bistoni, illustre personaggio Perugino fondatore tra l’altro della Loggia Miliocchi. Dopo i saluti del Presidente del Collegio dei MM.VV. dell’Umbria Fr. Luca Nicola Castiglione interverranno i relatori a trattare i relativi temi:
Angela Bistoni : Papà Vittor Ugo
Fabio Amici : Bistoni Massone
Gian Biagio Furiozzi: Bistoni Storico e Politico
Oliviero Fagioli: L’amico e Fratello Vittor Ugo

Seguirà il dibattito con il pubblico. Data la rilevanza della figura storica e massonica del Padre della nostra AGM Angela Bistoni si sollecitano Le Sorelle ed i Fratelli ad una attiva partecipazione.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e penso che sia doveroso, per il nostro Ordine evidenziare tale evento. Non voglio spendere e non spenderò troppe parole intorno ad un argomento che, negli ultimi tempi, è forse stato usato ed abusato anche a sproposito, senza tenere in nessun conto la drammaticità di tante realtà che, nel mondo civilizzato e non, continuano ancora oggi ad essere decisamente preoccupante.

Sono vicina, con il cuore ed il pensiero, alle tante Sorelle che so occuparsi concretamente ed in silenzio di questa problematica, a loro va il plauso dell’Ordine per il lavoro svolto nel silenzio e con la modestia che deve contraddistinguerci e, ove necessario, anche la concreta solidarietà.

Possiamo solo concorrere a risvegliare le coscienze, con lo sguardo rivolto al futuro, facendo in modo che le generazioni che oggi ci guardano e forse ci imitano sappiano trarre delle conclusioni diverse da quelle che hanno tenuto, in tante parti del mondo, la donna in una posizione subalterna e sottomessa e, in tutto il mondo, le donne vittime spesso consenzienti di abusi e di violenze. Il maschile ed il femminile devono perfezionarsi insieme, lasciando quelle scorie culturali che ci hanno portato nel passato a considerare il delitto d’onore, lo sfregio e la semplice messa all’indice come elementi inevitabili della cultura popolare di base. Non è semplice trovare il punto di equilibrio, l’etica che ci consenta di crescere e di operare senza che il genere, pur rimanendo necessariamente distinto, costituisca un elemento di privilegio o di svantaggio. Una strada che qualcuno vorrebbe tanto lungimirante da consentire a chiunque di essere chi si sente senza alcuna discriminazione ma che deve fare i conti con la concretezza cruda di una realtà dove la donna è ancora oggetto di violenza sociale fin dalla nascita, di violenza fisica in nome di un malinteso sentimento d’amore che si trasforma in possesso, di violenza morale di fronte alle responsabilità dei figli e della capacità di trasmettere la vita e le tradizioni fondanti della Società.

Ed è all’uomo che mi rivolgo, al nostro compagno che a volte si trasforma nel nostro peggior nemico, affinché sappia cogliere in noi quegli elementi che ci uniscono, sappia distinguere senza disprezzare le nostre differenze e non abbia paura della nostra malcelata forza che spesso fa risorgere nell’animo maschile l’istinto di difesa e di aggressione.

Un pensiero a tutti coloro che soffrono per gli abusi e le lesioni fisiche e per la discriminazione morale in nome di una differenza che divide ma che è in realtà la radice dell’esistenza.

Che il cammino non vi sia grave.

Rosy Guastafierro

Worthy Gran Matron

Gran Capitolo d’Italia

Un piccolo segno nel solco della nostra tradizione

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Ci riuniamo e lavoriamo su noi stessi per migliorarci e per migliorare con noi l’Umanità. Siamo una goccia in un mare immenso, un granello di sabbia in uno sterminato deserto eppure ci ostiniamo a voler credere che la nostra paziente opera servirà anche a migliorare gli altri:
GUTTA CAVAT LAPIDEM
Ed è in quest’ottica che va visto questo piccolo contributo economico che l’Ordine della Stella d’Oriente, insieme con i FF. del Rito Scozzese Antico ed Accettato ha voluto attribuire alla società “ASD GM Basket Cosenza” affinché la stessa si possa dotare di quell’attrezzatura di sicurezza che, in caso di necessità, può fare la differenza fra la vita e la morte. Ed è con l’auspicio che la pratica sportiva sia sempre associata ed anzi sviluppi quegli ideali di correttezza, rispetto e solidarietà che possono e devono plasmare l’animo dei giovani trasformandoli in componenti responsabili e coscienti della nostra Società Civile, che ne vogliamo favorire lo sviluppo. Si tratta di un piccolo segnale, di un segno, che deve far capire che in questa Società non siamo mai soli e non contano soltanto gli effimeri valori che fin troppo spesso ci sono presentati e proposti come basilari. Non sempre si agisce affinché ci sia un ritorno economico, a volte si guarda lontano, costruendo con le piccole cose, con gli atti disinteressati, un rigoglioso futuro.
Auspichiamo un’attività proficua, interessante e piacevole e che quanto è stato dato con affetto non debba mai essere necessario né tantomeno utilizzato.

ass-gilda

“Orfeo ed Euridice, un cammino di rinascita”

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19 novembre 2017
Messina: Capitolo Morgana #21, la WM Angela Cutrona ed il WP Silverio Magno sono lieti di invitare i membri dell'OSO ed i fratelli del GOI alla riunione aperta che si terrà domenica 19 novembre 2017, alle ore 18.00 presso la Casa Massonica di Via Santa Cecilia 119, Messina durante la quale la Sor. Eliade Maria Grasso presenterà una tavola dal titolo "Orfeo ed Euridice, un cammino di rinascita"

Battaglia delle termopili

La Battaglia delle Termopili

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La Battaglia delle Termopili

Carissime Sorelle, Carissimi Fratelli ed Amici

A poco più di un anno dall’inizio del mio mandato come W.G.M. nel nostro beneamato Ordine sono qui per ricordare con Voi la visione ed il sogno per il futuro della nostra Comunione, visione e sogno che abbiamo vissuto insieme e nel quale voglio continuare a credere non ostante le nebbie del mattino lo vogliano dissipare per una realtà cruda e malevola.

Abbiamo affrontato e sofferto tutti per gli eventi che hanno colpito alcuni membri del Gran Capitolo d’Italia spezzando più e più volte la nostra catena d’oro ma la Luce è sempre tornata a risplendere riportando forza ed equilibrio. Ma il male è nato proprio dove meno potevamo sospettarlo, proprio fra coloro che più ci sono vicini e che avrebbero dovuto gioire e rallegrarsi per le cose buone

Il rapporto con i Fratelli del GOI, pur conservando alcuni di essi degli elementi di pregiudizio e di negatività, si è rivolto verso obiettivi e fini comuni che ci hanno portato, finalmente, a sentirci ed a vivere come Sorelle e Fratelli. Grazie alla lungimiranza, buona volontà e disponibilità del Gran Maestro Ven.mo Stefano Bisi, che ha ed avrà sempre tutta la nostra fraterna e ferma solidarietà, abbiamo raggiunto dei grandi risultati che sanciscono l’esistenza e la stabilità di questo tempo dell’armonia; eppure proprio da questi successi sulla strada dell’unità e dell’armonia nascono le forze oscure, numerose e minacciose, che vogliono dividere, separare, far arretrare e cancellare i risultati e le mete raggiunte. Come i Greci alle Termopili ci accorgiamo che qualcuno, proprio come i compagni infedeli del mito Hiramitico o Esquieu de Floyran per i Templari, ha tradito il nostro sogno e, consentendo all’armata delle tenebre di circondarci, può avviarci verso la morte; verso la morte ma non la sconfitta, perché quel manipolo di prodi che ha difeso invano contro forze sovrastanti il passo delle Termopili ha perduto la vita e la battaglia ma ha salvato il sogno. Ed è il sogno nel quale voglio ancora credere: l’Armonia ha caratterizzato la nascita di questo Gran Capitolo e l’Armonia deve trovare la strada per conciliare le molteplici e contrapposte forze la cui azione contrastante ha già impedito la crescita dell’Ordine. Come Leonida alle Termopili il mio animo si è riempito di tristezza ed amarezza, guardando i pochi che continuano a combattere per un ideale sapendo che loro non potranno vincere né lo potranno realizzare, ma che possono preparare l’unità affinché qualcuno domani raccolga la fiaccola della luce della Carità e della Speranza.

Voglio continuare a credere che l’Ordine sappia divenire elemento di coesione per la famiglia Massonica, così come la millenaria tradizione del Sacro Femminile ha saputo fare in tutte le civiltà, voglio continuare a credere che le passioni e gli odi che serpeggiano nella società non siano alimentati nei nostri Capitoli, che dovrebbero essere un distillato della Società e non un semplice estratto, le cui componenti riflettono, a volte in senso addirittura peggiorativo, gli stessi elementi che si trovano nel mondo profano.  Ancora una volta voglio credere che i nostri lavori sappiano far rivivere la parola di colui che disse “Amatevi l’un l’altro” perdonando chi gli imponeva l’estremo sacrificio. Non voglio vedere il tradimento, l’invidia, l’inimicizia, la maldicenza che come Furie indomabili creano ed alimentano contrasti, guerre, sofferenze: sono sopraffatta dalla loro potenza ma non voglio e non posso credere nella loro vittoria finale. Alle Termopili farà certamente seguito Platea, voglio credere in questo.

Carissime Sorelle, Carissimi Fratelli, è solo con il vostro lavoro e con il vostro contributo che può concretizzarsi il sogno; forse né Voi né io saremo in grado di vivere tale realtà ma il cammino che percorriamo prepara forse gli animi e li conduce verso la Luce.

La natura lentamente sta scivolando verso le ombre, corriamo verso la porta degli dei e le tenebre invernali che si avvicinano sono il regno lunare del silenzio: eppure la notte diviene sempre più splendida ed affascinante, con Orione che lentamente si eleva sull’orizzonte, preceduto dalle Pleiadi e da Aldebaran; a volte quando le tenebre sono più profonde e permeanti la natura sa offrirci il meglio di sé, mi auguro che possiamo emularla. Che rinasca nei nostri cuori la Sapienza Sacra, che rimanga in noi la Fede che la Giustizia e l’Equità siano le premesse per il nostro sentimento di amore come  l’Ordine della Stella d’Oriente ci insegna.

Buon lavoro a tutti.

La Worthy Gran Matron

Rosy Guastafierro

 

L’Orgoglio della razza umana e la forza della natura

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I recenti avvenimenti catastrofici che hanno colpito in diverse parti del globo terrestre la razza umana e le sue attività hanno evidenziato, se ce ne fosse bisogno, quanto fragile ed inconsistente sia la nostra capacità di sopravvivenza e quanto limitate e ristrette siano le condizioni ambientali che permettono la nascita e lo sviluppo della Civiltà. Forse in alcuni momenti storici ci siamo quasi ritenuti i padroni della Terra ma che dire ora dell’incapacità di fronteggiare fenomeni metereologici che, anche se rari, sono devastanti e rischiano di colpire, come l’uragano Irma e, prima di lui Handrew, uno dei paesi più progrediti mettendo in ginocchio le sue infrastrutture che caratterizzano la cosiddetta “civiltà”. E che dire del grave sisma che proprio oggi ha scatenato la sua potenza nel Messico, dove la Terra ha pur mostrato solo una piccola parte della sua energia con conseguenze devastanti, ricordando a noi le ferite ancora aperte delle nostre regioni appenniniche e dell’isola d’Ischia. E se solo pensiamo al terribile rischio del vulcanesimo, sia dei vulcani attivi che di quelli silenti, che possono scatenare forze che sono ancora un milione di volte più grandi di quello che noi possiamo generare con il peggiore ordigno atomico, riversando in pochi giorni nell’atmosfera tanta anidride carbonica quanta ne produciamo in un anno. E noi, proprio noi Italiani, sediamo tranquilli su alcuni di questi mostri pericolosi e letali.
Eppure la natura non è maligna, non vuole lanciare avvertimenti alla razza umana per quello che facciamo né intende eliminarci: la natura è quella che è sempre stata ma ci ricorda semplicemente che su questo pianeta siamo degli ospiti, il cui campo di sopravvivenza è limitato, delicato e sensibile e che perciò dobbiamo sempre tener ben presente che quello che facciamo è sempre fatalmente e fragilmente soggetto alle forze della natura, delle quali dobbiamo tenere conto e delle quali dobbiamo avere il dovuto rispetto. Forse l’insegnamento che dobbiamo ricavare da questi eventi è ancora una volta una maggiore umiltà ed attenzione al mondo che ci circonda, oltre che ad una coscienza più concreta dell’estrema fragilità di tutta l’attività umana di fronte alle forze della natura.
Guardando alla devastazione causata sia dagli eventi nominati che dalle altre catastrofi che continuamente ci colpiscono dobbiamo considerare e riguardare i nostri simili con maggior attenzione e considerazione perché siamo tutti ospiti di questo magnifico ma terribile luogo che si chiama Terra.

La Worthy Gran Matron
Rosy Guastafierro

Rosy WGM

Una pausa ed una ripresa alla ricerca dell’etica perduta.

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Una pausa ed una ripresa alla ricerca dell’etica perduta.

Carissime Sorelle e Carissimi Fratelli

Sono già stati consumati fiumi di inchiostro per commentare e stigmatizzare quanto è recentemente accaduto in Spagna e quanto in generale sta accadendo nel nostro mondo: tutti, chi più e chi meno, hanno evidenziato il fatto che siamo in guerra e che la barbarie che siamo costretti a sopportare è un elemento di questo conflitto che comunque non andrà a ledere i nostri principi di democrazia e di libertà.

I messaggi e gli stessi attentati cadono tuttavia su una coscienza collettiva quasi anestetizzata, che ha perso o forse non ha mai avuto il senso reale dell’orrore, della morte e che rimane abbagliata ed affascinata proprio dagli elementi più deteriori e meno ideali di questa nostra società: le notizie vengono accolte, diffuse, risuonano nei mezzi di informazione e vanno ad intasare le nostre comunicazioni sociali eppure non sfiorano la profondità della coscienza, non risvegliano nulla di eroico, forse perché per altra via, con altri obiettivi le nostre risorse mantengono la loro disponibilità e mobilizzazione. Una parte del mondo, ed è la più consistente, affronta ancora i problemi essenziali del vivere, lotta per i fabbisogni fondamentali, per quel minimo vitale che un progresso sempre più esteso va comunque diffondendo; noi no, noi abbiamo la Civiltà, noi possediamo la Libertà, siamo i tutori ed i tedofori della sacra luce della conoscenza e del sapere: o almeno così crediamo, e forse così è stato, tanto, troppo tempo fa. E come la schiuma delle onde di un mare sempre più agitato dalla tempesta di tanto in tanto raggiunge anche la parte più sicura della scogliera così, dall’umanità sempre più agitata e sofferente giungono a noi, di tanto in tanto, dei segnali e degli ammonimenti: ma ciechi e sordi siamo e tali rimaniamo, chiusi nella nostra illusione di forza e sicurezza, nella nostra monade sociale, anzi, fatto ancora più grave, abbiamo dimenticato come tramandare i nostri valori alle nuove generazioni, abbiamo reso i giovani fragili ed impreparati di fronte a quelle che sono le ordinarie prove della vita ed incapaci di fronte alle straordinarie.

Il nostro Ordine ha, fra i propri scopi, anche quello di salvaguardare e difendere i valori dell’Umanità, di fare in modo che con l’esempio e l’abnegazione, l’Amore sia l’elemento fondamentale dei rapporti sociali, con le sue manifestazioni esteriori della solidarietà e del progresso sociale. Il nostro Ordine è il custode dei valori antichi del Divino, rifugge da coloro che predicano la morte in questa terra in funzione di un mondo migliore, non appoggia chi predica il sacrificio e le privazioni in questa vita per avere un premio nell’altra. La Vita, lo Spirito Universale è uno ed in questo mondo deve e vuole realizzare il bene dell’umanità: cominciamo da noi stesse, dai nostri rapporti, guardiamo al di là dei simboli esteriori del potere e dell’autorità che nulla rappresentano al di fuori della caducità del ciclo umano. Abbiamo dei doveri, dei doveri seri e pesanti, verso noi stessi, nei confronti delle nostre Sorelle e Fratelli e verso l’Umanità tutta: deponiamo ogni forma di astiosità, di invidia, di vendetta e di mal disposizione che offuscando il nostro orizzonte ci impedisce di vedere quanto vicina e quanto grave sia la crisi che attanaglia l’umanità e che non trova neppure presso di noi il solido ed usuale baluardo in grado di riportare l’equilibrio ed incanalare le forze nella giusta direzione. Siamo noi che con la pazienza della saggezza e dell’esperienza, dobbiamo preoccuparci di riportare presso i nostri fratelli tutti quella serenità d’animo che sola può consentire di superare e lasciarsi alle spalle gli ostacoli e le difficoltà.

Il nostro messaggio e le nostre opere devono purtroppo ricordare a tutti la immanenza e la forza del male che continua ad operare accanto a noi, spesso dentro di noi, senza suscitare quella reazione di difesa e condanna che in altre occasioni, in altri tempi abbiamo saputo ben generare. In ognuno di noi si agita il demone del male insieme con l’armonica perfezione del bene e solo la coscienza di questo dualismo ci può consentire di affrontare, insieme, l’eterna battaglia per il progresso dell’umanità. Ognuno di noi ha dentro di se una speciale capacità, che deve saper aprire alle Sorelle ed ai Fratelli che solo grazie alla forza corale di quelli che possiedono tali virtù possono cambiare le cose, preparare il futuro, riportare la Speranza, guidare verso il cammino della Luce non solo il nostro Ordine ma la nostra Civiltà ed il mondo intero.Non dubitate, non crediate che queste siano soltanto vuote parole: percorrete il cammino dell’uomo nel passato e scoprite come delle figure, a volte semplici, modeste e dimesse, hanno saputo portare il messaggio che, risvegliando le coscienze, ha fatto uscire l’uomo dall’oscurità nella quale si stava perdendo. 

Sorelle e Fratelli, non so quanti di voi sentono dentro di sé la forza ed hanno il coraggio di usarla per affrontare e cambiare questo mondo, a partire da noi stessi, dai nostri rapporti più immediati, perché il mondo è ciò che siamo e ciò che siamo è il mondo e la capacità di trovare quel quid, quell’elemento esoterico che possa essere il seme del giusto messaggio per ridare speranza ai nostri giovani, per infondere quel coraggio che è necessario per vivere e per affrontare da protagonisti le prove della vita. Non esiste una formula o una indicazione chiara, ognuno nel suo cuore deve trovare quelle scintille di comprensione che permettono di ricostruire quanto è stato dimenticato e perduto, di riannodare le tante corde spezzate, riparando le smagliature che solo con l’Antico Sapere possono essere cancellate ridando vigore a ciò che proviene dal Sacro.

Le forze al servizio del male sanno trovare e guidare i loro martiri e noi non possiamo essere da meno: all’esercito della morte dobbiamo contrapporre una azione attiva ed archetipa, che ricostruisca le basi del Sapere e della Conoscenza positiva in tutti, specialmente nei giovani, allontanando dalle loro menti e dai loro desideri quella pletora di inutilità che per troppi anni abbiamo indicato loro come obbiettivi e simboli di successo sociale nella nostra progredita società. Una riflessione positiva ed attiva, che deve cogliere il meglio di ciascuno di noi per portarlo fuori, nel nostro Ordine e nella nostra Società: ognuno nel suo cuore sa cosa può dare e fare, ognuno sa che non esistono altri obblighi se non quello della propria coscienza, ma ognuno, con le proprie convinzioni, le proprie credenze e la propria fede deve agire, deve comprendere che il tempo del pensiero isolato in sé è terminato ed è scoccata l’ora dell’azione. In questa azione la profonda sensibilità ed empatia del femminile può e deve essere l’elemento motore, dominante, affinché i nostri Fratelli sentano di poter contare sui valori di base, sulla tradizione e sulla forza del Sacro, custodito e rinvigorito da chi, fin dalla notte dei tempi, si è preoccupata di proteggere, alimentare e rinvigorire il fuoco sacro della Vita e della sua Divinità.

Carissime Sorelle e Fratelli, distogliete le vostre energie, i vostri obbiettivi e desideri dalle ambizioni, guardate con spirito di emulazione ciò che di buono è stato fatto, prima di noi e di voi, da chi ancora oggi ricordiamo, mentre dispersi nel vento sono i nomi e le opere di chi ha anteposto il sé all’interesse dell’Umanità. Difficile ed arduo è il cammino che pure vorrei indicarvi e, soprattutto è una strada che solo ciascuno di voi può singolarmente individuare e scegliere ma credo fermamente che oggi sia l’unico modo che può dare un po’ più di speranza a questa nostra Società ferita eppure ancora lontana ed incurante delle vere relazioni e dei valori profondi da conservare e tramandare. Operate affinché, quando il tempo vi consentirà di guardare con serenità e distacco a quello che è stato, al vostro passato, nel vostro cuore non debba sorgere il rimpianto, o peggio il rimorso di non aver fatto quel poco che ciascuno di noi può fare oggi per rinvigorire e fare rinascere i valori nei quali crediamo.

Una serena ripresa dei lavori a tutti.

La Worthy Gran Matron
Rosy Guastafierro