Sol Invictus

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L’eterno succedersi del ciclo delle stagioni ci ha nuovamente portato nel periodo dell’anno in cui il sole, sempre più basso sull’orizzonte prepara la lunga notte del solstizio d’inverno, risvegliando nel cuore degli uomini l’atavica ed inconscia paura delle tenebre. Tutta la natura sembra voler mostrare i segni di una fine imminente, gli stessi animali riducono la loro attività e l’uomo, quasi intimidito, cerca di rischiarare in ogni modo le tenebre immanenti eppure, quasi obbedendo ad un timore ancestrale, si raccoglie in sé stesso rievocando il passato e facendone la base per auspici per il futuro.
Ed è proprio in questo tempo magico che la silenziosa e cristallina notte, regno lunare del Femminile Sacro, ci porta a fare i bilanci del tempo che è passato ed a guardare verso il futuro con la certezza e la speranza di vedere compiuto tutto quello a cui ci siamo dedicati e per il quale abbiamo lavorato.
Un anno intenso si sta chiudendo, un anno pieno di eventi e di risultati, che sono stati graditi ed apprezzati da molti, anche se non da tutti. La vicinanza ed il conforto dell’appartenenza alla grande famiglia massonica sono stati confermati finalmente da un’intesa che ha definito, anche per i più scettici, quelle che sono le linee guida che vanno ad inspirare i rapporti fra il Grande Oriente d’Italia e l’Ordine della Stella d’Oriente: tale documento, al di là di ogni personalismo, appartiene all’O.S.O. Anche con gli altri principali corpi Rituali il cammino di avvicinamento e contiguità nella diversità è stato forte e sensibile. Possiamo affermare che, con tante sofferenze ed alcuni immancabili dissapori, tutta la famiglia Massonica è fraternamente unita e noi lo siamo ad essa in maniera sempre più chiara ed evidente. Anche nel nostro interno la crescita ha portato i suoi benefici effetti, dalla costituzione alla rinascita di Capitoli che gli eventi avevano costretto alla sospensione dei lavori. Una crescita che dovrà essere trasformata anche in sviluppo qualitativo, affinché si possano realizzare nel nostro interno quegli ideali di Amore per i quali spesso giuriamo ma altrettanto spesso dimentichiamo, presi dalla smania di successo, affermazione personale e prevaricazione o accecate da sentimenti che dovrebbero essere lontani dalla sacralità dei nostri Capitoli.
Tanto è stato il lavoro anche a livello culturale: abbiamo spesso affiancato i Fratelli del GOI o dei Riti in conferenze, come relatrici e partecipanti attive, apportando sempre un contributo che è stato apprezzato ed a volte ammirato.

Con i Fratelli abbiamo agito anche nel sociale, con i mezzi a nostra disposizione ma certamente non in modo irrilevante ed il buon nome dell’Ordine della Stella d’Oriente ne ha beneficiato e ne beneficerà anche in futuro. Il futuro, una strada ancora misteriosa ed indefinita, che vorremmo tuttavia poter percorrere insieme verso delle mete ben definite e condivise, nello spirito di Armonia e Saggezza che voglio credere stiano crescendo di pari passo alla consapevolezza di appartenenza all’Ordine della Stella d’Oriente. Abbiamo cercato di portare nell’OSO anche lo spirito e la tradizione millenaria dell’esoterismo mediterraneo, pur ribadendo che siamo ben coscienti che non può e non deve essere una strada privilegiata, ma il fatto di averlo riportato apertamente alla dignità dei lavori è certamente un punto di forza per un futuro pieno di tolleranza.

E’ a tutte le Sorelle ed i Fratelli che mi rivolgo, proprio in nome di una tolleranza che troppo spesso dobbiamo ancora imparare a praticare. L’Ordine della Stella d’Oriente ha bisogno ancora di crescere, così come sta crescendo la massoneria, ma in questa crescita non può e non deve dimenticare quali sono i suoi impegni formali e sostanziali verso l’Ente Supremo e verso l’Uomo: che le divisioni, i contrasti, le invidie decadano e si estinguano e che ognuno di noi rifletta, profondamente e sinceramente, sulle motivazioni che l’hanno portato a scegliere ed accettare di far parte di un Rito che non persegue il potere, non si cura del prestigio profano né si propone di predominare sugli altri, ma vuole semplicemente consentire ad ognuno, come parte indivisibile dell’Uno, di lavorare su se stesso, “per il proprio e l’altrui miglioramento, per il bene dell’umanità ed alla gloria del Grande Architetto dell’Universo”.
Rosy Guastafierro
WGM OSO

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