Solstizio d’Inverno 2018

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Carissime Sorelle e carissimi Fratelli

È questo il periodo dell’anno in cui, avvicinandoci al solstizio d’inverno, nel nostro emisfero le giornate si fanno sempre più corte ed il sole è solo un pallido ricordo del vigore estivo che ha portato il massimo rigoglio nella natura fisica, nella materia. Eppure, è proprio in questo periodo, proprio in questa oscurità crescente che possiamo percepire qualcosa che è ben più importante della luce stessa, perché è composta dalla stessa sostanza con cui noi costruiamo i nostri sogni e le nostre speranze. Sappiamo bene che la scintilla primordiale non è perduta e che presto tornerà a far trionfare la vita e la luce sulle tenebre, il positivo sul negativo, il bianco sul nero. Ma proprio in questa atmosfera resa quasi magica da un sole che, con una nuova ed inaspettata discrezione illumina appena i contorni di questa nostra terra, possiamo intuire la presenza di qualcosa che va oltre, al di là della materia, della terra, dell’acqua e dell’aria, al di là dello stesso plasma igneo: non sono i nostri sensi che la percepiscono, è il nostro cuore che prova una profonda emozione nell’intuire l’estrema vicinanza di quella sottile linea che separa il reale dall’irreale, il concreto dall’astratto, quel qualcosa che qualcuno chiama magico ed altri sacro ma che sicuramente è al di là della luce.

La porta degli Dei, l’Avvento, le feste Solstiziali, Hannukkah ammantano di suggestivi cerimoniali e di pratici rituali qualcosa che in realtà sfugge ad ogni valutazione e considerazione umana, che solo chi ha conseguito la visione dell’Uno e la Conoscenza riesce a percepire, a intuire e vivere ma non a raccontare e condividere con gli altri. Ancora più tenue dell’argentea luce lunare, che ben conosciamo e che guida i nostri passi nel cammino della nostra anima, ciò che è oltre la luce ci parla nel linguaggio Sacro degli Dei, ci lascia ammutoliti nell’immensità che è dentro e fuori di noi, ci traccia quei principi morali ai quali mai avremmo pensato di doverci adeguare e che divengono invece naturali e cogenti illuminati da questo chiarore che è tanto più tenue del solare e dell’argenteo lunare ma assai più forte nel definire i contorni del nostro Essere.

È tempo di pensare, Sorelle e Fratelli, è tempo di riflettere sui veri valori che vogliamo attribuire alla nostra vita, alle nostre azioni, al mondo che inevitabilmente ci costruiamo intorno, giorno dopo giorno. Dobbiamo, ognuno nel proprio intimo e, se riusciamo a vederla, con la guida di quello che c’è oltre la luce, ricostruire il nostro essere, risanare le nostre ferite, rimettere agli altri gli errori e ricominciare ad avere quella fiducia l’uno nell’altro che così tante volte abbiamo promesso di avere ma che così poco spesso abbiamo realmente avuto. Le tenebre ci circondano, ma facciamo in modo che non siano sempre intorno a noi e dentro di noi, a guidare le azioni caratterizzate da egoismo e da un individualismo che, separandoci dall’Uno, non fa altro che creare le premesse per una sofferenza interna nostra e dell’umanità che ci circonda.

Percorriamo la strada verso il solstizio, procediamo verso oriente, ma non in cerca della luce bensì, guidati da ciò che è oltre la luce, alla ricerca di quella parte di noi che abbiamo dimenticata, tanto tempo fa, confusa e smarrita fra i tanti affanni della nostra vita. Dobbiamo cercarla nelle tenebre, prima che il corso del sole riporti quella luce che, rinnovando l’eterno ciclo della natura, ci renderà sempre più difficile scorgere le ombre nelle ombre, prima che la rinascita della natura ci riporti nella strada della materia senza che la nostra anima abbia potuto attingere alla forza ed alla saggezza che abbiamo lasciati al di là, oltre la sottile linea della vita, oltre i confini della materia, nell’infinito. Magari potessimo guardare il sorgere dell’algido sole invernale con lo stupore e la meraviglia dei nostri occhi di bimba, magari potessimo sentire ancora quell’intima gioia per un nulla, un suono, un bagliore nel buio.

Applichiamo nel mondo e nella nostra vita la lezione che nei nostri Capitoli ascoltiamo dalla quinta punta della Stella, e sia un sentimento tanto vero da rifulgere anche al di là della luce.

Auguro a tutti voi un sereno periodo di attesa del ritorno della Luce e che la gioia pura che vive nelle vostre anime possa prevalere sulla tristezza e sulla solitudine che accompagnano il cammino dei saggi.

Angela Bistoni
Worthy Grand Matron del Gran Capitolo d’Italia
Ordine della Stella d’Oriente

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